Approfondimenti

La moxa si può praticare con l’uso di:

  • sigari di artemisia, lunghi circa 20 cm e con un diametro che può variare. I sigari vengono usati tenendo la brace della punta a 2-3 cm di distanza dalla zona da trattare;
  • coni di artemisia, che impiegano la “lana” di artemisia, usata per il trattamento di moxa diretta, sempre meno diffusa, se non in casi eccezionali, che prevede di lasciare bruciare la lana direttamente sul corpo della persona da trattare; 
  • aghi dotati di piccole else che contengono la lana di moxa. Una volta accesa la lana, il calore si propaga lungo l’ago fino ad arrivare agli strati cutanei.
La tecnica utilizzata da me è la prima, ossia il metodo detto "indiretto" dove la moxa viene avvicinata ai punti prescelti senza mai toccare la pelle.
 
Attraverso la combustione dei sigari si può così ottenere un lento e benefico riscaldamento della cute e di tutte le strutture interessate, la zona trattata si arrossa temporaneamente per alcuni minuti, indice dell'afflusso di Qi (energia) e sangue (che porta ossigeno).
L'applicazione del calore generalmente risulta piacevole e rilassante con benefici che si prolungano nel tempo.
 
Particolarmente indicata in caso di dolori articolari, lombari e cervicali legati al freddo e all'umidità, può essere usata come prevenzione nelle malattie influenzali, ma anche per tonificare e aumentare l’energia del nostro corpo. Il calore irradiato non fa altro che ripristinare il flusso di energia e sangue, ristabilendo l'equilibrio.
 
La moxa può essere usata da sola o in combinazione con le altre tecniche proposte.